AVVERTENZE PER GENI

RIVISTA DI CONSIDERAZIONI CULTURALI DIRETTE A PERSONE IN GRADO DI LEGGERLE

IL FASCINO DE “LA TELA FAVOLOSA” DI ELSA MORANTE

morante2

di Stefania Fabri

L’accurato e ben scritto studio di Giuliana Zagra, intitolato “La tela favolosa”[1], che riguarda le carte (di cui si possono ammirare nel libro anche le foto di interessanti esempi comprendenti persino disegni) e i libri di Elsa Morante, pubblicato da Carocci nel 2019, è particolarmente significativo perché riporta spesso la voce stessa dell’autrice e approfondisce oltre al rapporto con le sue opere anche quello con i personaggi importanti, con cui ha intessuto rapporti personali e professionali nella vita privata e nel suo lavoro. Accompagnata nella sua attività dall’amicizia di due uomini d’eccezione come Carlo Cecchi e Cesare Garboli, Elsa Morante, già da bambina dimostrava uno specifico talento letterario. Del resto sull’infanzia e sull’adolescenza la scrittrice ha sempre dimostrato di saperla lunga e lo ha dichiarato anche con il titolo di uno suoi libri forse meno letto ma impareggiabile per originalità e senso poetico: “Il mondo salvato dai ragazzini” (Einaudi, 1968).

La Biblioteca Nazionale, in cui l’autrice del saggio ha lavorato come bibliotecaria, possiede un corpus documentario su Elsa Morante di grande rilievo così articolato: il fondo manoscritto, la raccolta archivistica, la biblioteca, la discoteca e la ricostruzione di una ‘stanza’ della scrittrice.

Elsa Morante, come si sa, ha frequentato un ambiente letterario importante e ha avuto amicizie molto significative, tra cui si annovera anche Umberto Saba, e Zagra nota giustamente, rilevandolo dal saggio pubblicato nel Notiziario Einaudi del 1957, che le tre ‘voci’ individuate dalla scrittrice per valorizzare Saba dopo la morte dell’autore, cioè realismo, solitudine della mente e poesia “sono tre categorie che possono introdurre alla complessità delle carte morantiane e investigare gli ingredienti di cui si sostanziano i suoi romanzi”[2].

Dal punto di vista sentimentale la scrittrice ebbe sempre forti problemi: da Moravia si separò nel 1961 senza mai divorziare, subì un forte dolore per la morte del giovane artista Bill Morrow, ricordato nel poema intitolato “Addio” (pubblicato all’inizio de “Il mondo salvato dai ragazzini”) e dovette affrontare il deterioramento dei rapporti con Luchino Visconti. Zagra ci illumina nel paragrafo intitolato “Scrivere «senza i conforti della religione»” sull’interessante e originale modo di operare della Morante attraverso i suoi manoscritti disseminati di acronimi, anagrammi, chiavi nascoste, indovinelli, tra cui il misterioso ‘IJC’, che sarebbe una sorta di formula devozionale, “di cui la Morante fa un uso codificato che sempre accompagna l’inizio di un lavoro, l’avvio di un compito che la scrittrice deve assolvere”[3]. Inoltre ne “La tela favolosa” si ricostruisce “l’originalità dei suoi percorsi intellettuali senza frontiere di tempo e di linguaggi, che la portano a cercare verità e comprensione del mondo in poeti, filosofi, scienziati, santi, pittori, musicisti vissuti in epoche diverse. Per questo Garboli (1995, p. 225) le attribuì addirittura una sorte di «sindrome di Rousseau», dato che anche il filosofo ginevrino «leggeva e studiava senza ordine, senza metodo e disciplina» e rifiutava ogni approccio aristocratico alla cultura”.[4]

Analizzando gli ultimi scritti Giuliana Zagra nota che è “sorprendente scoprire come a distanza di trent’anni sia ancora così vivo nella scrittrice il sentimento dolente del non sentirsi amata che era stato il tratto essenziale di Arturo”[5]. Quella stessa Elsa di grande valore che scrive a Calvino il 2 maggio 1952 che “oramai so definitivamente di non essere adatta alla vita”[6].

Questo testo, per come è congegnato e ben scritto, nonché arricchito da documentazioni con immagini, non si rivolge solo agli studiosi ma a tutti gli appassionati lettori della Morante, considerando anche il fatto che emerge “dall’Archivio letto nel suo insieme un flusso narrativo che va in parallelo alla vita reale e non per questo meno autentico in cui i personaggi e le storie nascono, crescono, muoiono e si rigenerano secondo dinamiche intrinseche, come in un mondo reale”[7].

 

 

[1] Giuliana Zagra, “La tela favolosa. Carte e libri sulla scrivania di Elsa Morante”, Roma, Carocci editore, 2019.

[2] Ibid. p. 18.

[3] ibid. p.72.

[4] ibid. p.108.

[5] ibid. p. 82.

[6] ibid. p. 97.

[7] ibid. p. 105.

Informazioni su marginiesegni

Sono una piccola galleria d'arte, situata nella splendida piazza della Collegiata di Bracciano, un paese che si affaccia sull'omonimo lago. Ho tante cartoline disegnate e dipinte da artisti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il Maggio 6, 2019 da in cultura, letteratura contemporanea, letture, percorsi di lettura, scrittura.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: