AVVERTENZE PER GENI

RIVISTA DI CONSIDERAZIONI CULTURALI DIRETTE A PERSONE IN GRADO DI LEGGERLE

QUEI PASTICCIACCI BRUTTI DI VIA GEROLAMO INDUNO

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L’organizzazione dell’offerta culturale a Roma oggi pare sempre più indecifrabile. Gli esempi di mancanza di visione e di progetti avvolti nell’indeterminatezza sono ormai troppi. Basta affacciarsi, per esempio, su via Induno, nel cuore di Trastevere, per rimanere senza parole. Nello spazio di poche centinaia di metri ci sono ben tre immobili la cui destinazione finale e gestione, che dovrebbero essere a carattere culturale, sono avvolte nelle nebbie.

E’ la strada degli ex: ex Palazzo degli Esami, ex GIL, ex cinema Troisi. Eppure i tre immobili in questione, uniti al Cinema Nuovo Sacher di Nanni Moretti e all’Alcazar dall’altra parte di Viale Trastevere, costituirebbero un formidabile polo culturale, che ogni città europea ci invidierebbe. E poi l’identità di ogni spazio culturale è fondamentale. Lo rende riconoscibile, attrae attenzione e crea legame con i cittadini.

Innanzitutto viene naturale oggi chiedersi di chi sia stata l’idea di una mostra su Marilyn Monroe (proveniente da Torino e costituita dalla raccolta di un collezionista privato tedesco) all’ex palazzo degli Esami. Qualcuno ha capito cosa si intende fare di questo “contenitore”? Di chi è attualmente la direzione scientifica?

IMG_5376Facciamo un passo indietro[1]. Il Palazzo degli Esami, costruito nel 1912 per ospitare i concorsi di Stato, era chiuso dal 2001. Prima destinazione: sede di una non precisata scuola anti-terrorismo. Poi una successiva (e misteriosa) ipotesi come sede dei Servizi segreti. L’unica certezza: sette anni di ponteggi, 2500 giorni. E nel 2011 l’Agenzia del Demanio, in quel momento proprietaria dell’immobile, ha autorizzato la ripresa dei lavori di ristrutturazione interna da parte della ditta Imac che faceva riferimento a Pierfrancesco Murino, ex socio di Diego Anemone, a suo tempo rinviato a giudizio per corruzione per lo stadio del tennis costruito per i mondiali di nuoto del 2009, e a Enrico Intini, nel 2013 arrestato dall’ antimafia nell’ambito dell’inchiesta Finmeccanica. Decisamente una falsa partenza.

L’immobile, che in totale è di 15.000 mq, è stato ceduto a dicembre 2013 al Fondo FIV – fondo immobiliare gestito dalla CDP Investimenti sgr spa, il cui Azionista di maggioranza è il Ministero dell’Economia e delle Finanze. E’ visibile sul sito di Cdp nell’elenco «Immobili in portafoglio»[2]. Ma la Cassa Depositi e Prestiti ha preferito una soluzione-ponte prima di arrivare a una definitiva vendita o riqualificazione. Gli interventi attuali si sono limitati a svuotare l’interno, restaurare e mantenere la sola facciata e collocare nel grande vuoto retrostante una struttura in ferro a capriate a doppia altezza che sta ospitando, appunto, mostre dedicate prima a Van Gogh e oggi a Marylin Monroe. Ma la questione è: quale sarà la destinazione definitiva dell’immobile? Chi ci sta lavorando? Qual è il progetto?

IMG_5375Poi, guardando proprio di fronte, dall’altra parte della strada, viene spontaneo chiedersi. Si può sapere quando finirà lo strazio dell’Ex GIL? Sono anni, anni e anni che questo edificio non ha una funzione chiara. A volte viene aperto, poi richiuso, in parte restaurato, ma non troppo… Una vera follia. Qui è la Regione Lazio a dare le carte, e che si guarda bene dall’informare i cittadini su modi, tempi e soprattutto destinazione finale del bellissimo edificio di Moretti.

IMG_5365Nel 2015 si è concluso il primo dei dieci interventi previsti dal Progetto P.L.U.S. (Piano Locale Urbano per lo Sviluppo), realizzato dalla Sovrintendenza Capitolina con Finanziamenti Europei per tramite della Regione Lazio, che prevedeva la ristrutturazione di tutta quest’area strategica per la città, a cavallo tra Porta Portese e Trastevere. Ed ha riguardato proprio l’Ex Gil. Da allora è calato il silenzio.

Del progetto P.L.U.S. si diceva: “Si farà con fondi europei 7,6 milioni di euro dirottati su Roma capitale dalla Regione e gestiti da Comune e soprintendenza ai Beni culturali. Il progetto è ambizioso e antico e prevede, in fasi successive, la ristrutturazione esterna del complesso sportivo in largo Ascianghi conosciuto come Roma Uno (dalla società che oggi gestisce l’impianto comunale con piscina, palestra, area pesi e zona scherma) e dell’ex Casa della gioventù di Luigi Moretti, lì a fianco. Per questo blocco di lavori si prevede una spesa di 3,137 milioni e il cantiere è in fase di allestimento: il grande parcheggio antistante la struttura sarà presto requisito.”

IMG_5378Ma il parcheggio “privato” è ancora lì, la struttura sportiva, che occupa tra l’altro la bellissima piscina coperta in stile razionalista, è gestita alla bell’e meglio. Nulla è cambiato. Salvo la proprietà: questo spicchio della Ex Gil fa capo al Comune di Roma.

Chiudiamo il cerchio con l’ex Cinema Induno o ex Troisi (che tra l’altro sarebbe uno spazio in perfetta continuità con l’Ex GIL), per il restauro e riapertura del quale mi pare che i Ragazzi del Cinema America che ne hanno avuto l’assegnazione dal Comune stiano avendo delle grosse difficoltà. Nel maggio scorso è apparso un loro appello:

“FAI UNA DONAZIONE PER RIAPRIRE IL CINEMA TROISI. Per realizzare questo progetto – facendoci carico delle mancanze dell’amministrazione comunale – è necessario un investimento di circa 400.000 euro, di cui 120.000 sono stati già raccolti dal Piccolo America in questi due anni di attività. Mentre per almeno 40% della spesa totale lavoreremo affinché venga coperto dal Tax Credit e/o dai contributi selettivi della nuova legge cinema, varata dal MIBACT a sostegno della riapertura delle sale dismesse. Per i 120.000 euro mancanti chiediamo il tuo aiuto”.[3]

IMG_5366Ma è tutto un si dice, pare che, forse. Nessuno pensa che un confronto pubblico, una condivisione con i cittadini romani sia utile. O che dovrebbe essere questa la base per un rilancio della cultura nella Capitale che veda, Stato, Regione e Comune seduti allo stesso tavolo. Sarebbe ora di discutere di progetti per la città, confrontarsi nel merito delle cose. Assumere impegni chiari di fronte a tutti. Bisogna pensare “in grande”, rischiando anche qualcosa.

Perché ora sembra di stare in quelle fiabe in cui un maleficio ha pietrificato tutto.

 

© Maurizio Caminito

 

[1] Qui si possono trovare le notizie che seguono: http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/16_ottobre_24/van-goghal-postodegli-007-d88d3a68-9a24-11e6-939e-ec3a0eea054f.shtml

[2] http://www.cdpisgr.it/includes/pdf/immobili/Lazio_Roma_PalazzoEsami.pdf L’immobile è accompagnato da una nota molto generica: “L’immobile, ubicato nel quartiere Trastevere, sarà riqualificato con l’insediamento di funzioni direzionali e terziarie.”

[3] http://www.cinematroisi.it/. Nel sito a proposito del progetto si dice inoltre: “Questo è il progetto che abbiamo sognato per la nostra città: una biblioteca-aula studio da 50 postazioni aperta h24 ed una sala cinematografica come operatore culturale che possa stimolare e vivere nel protagonismo attivo del suo pubblico. Qui vogliamo ricreare uno spazio in cui abitare le relazioni umane, nel Troisi vogliamo creare un vero e proprio presidio di valori, che possa rispondere alle esigenze e ampliare le potenzialità di chi quotidianamente lo attraversa. Lo immaginiamo come una piazza aperta al passaggio e alla sedimentazione del movimento politico, sociale e culturale romano – e perché no, anche italiano.”

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Questa voce è stata pubblicata il ottobre 21, 2017 da in architettura, città, cultura, letture con tag , , , , , , .

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