AVVERTENZE PER GENI

RIVISTA DI CONSIDERAZIONI CULTURALI DIRETTE A PERSONE IN GRADO DI LEGGERLE

IL PRIMO LIBRO NON SI SCORDA MAI

di Stefania Fabri ©

 

Carla Ida Salviati, autrice del bel volume pubblicato da Giunti, “Il primo libro non si scorda mai”, oltre ad essere esperta di lettura, di scuola e di storia dell’editoria, è anche testimone, come chi scrive, dei tempi gloriosi trascorsi insieme a “Sfoglialibro”, rivista nata nel 1988 e purtroppo chiusa nel 2012.

Salviati ha pubblicato per Giunti “Il primo libro non si scorda mai”, il cui sottotitolo, “Storie e idee per innamorarsi della lettura tra 5 e 11 anni”, ci illumina sullo scopo della pubblicazione, cioè quello di guidare gli adulti, che hanno a cuore lo sviluppo di un certo tipo di intelligenza culturale e di un certo grado di sensibilità dell’immaginario nei piccoli, nel proporre non solo titoli seducenti, ma anche capaci di far affezionare alla lettura.

Il percorso si snoda attraverso 6 ‘items’ (nel senso proprio di insieme di dati da considerare come unità), che compongono un paesaggio di concetti piuttosto che di temi narrativi. Il primo è intitolato “divertirsi, emozionarsi: crescere”, che è affidato a molti autori “importanti del Post Sessantotto” a cui l’infanzia non appare contaminata dal malumore ma, come ha detto Elsa Morante, si dimostrerebbe capace di “salvare il mondo”. E quindi qui si sviluppano le fantasie positive di Bianca Pitzorno sulle ragazzine come Lavinia, Prisca e Polissena. Ma in contemporanea c’è anche “Lo Stralisco” di Roberto Piumini, in cui l’età infantile “non appare affatto come l’Eden”[1] e che secondo Salviati, riletto oggi, proprio per questo “appare un’opera di demarcazione”.

Nel secondo ‘item’ “Crescere con i beniamini dei ‘cartoni’” troviamo le invenzioni di Altan: Pimpa, Kamillo Kromo. Riguardo alla Pimpa, Carla Ida Salviati riporta un’osservazione di Altan stesso, in cui si nota che il simpatico personaggio avrebbe compiuto “quasi un percorso a ritroso rispetto ai primi anni quando ‘filosofeggiava’ con il suo sguardo divergente”[2]. Quindi “la Pimpa di oggi riesce a vivere le sue avventure senza ombre”, senza frizioni con le persone e le cose.

Il terzo ‘item’ è intitolato “Tutti connessi!”, dove tra le altre cose, si parla di “Salta Bart!” (Giunti), di Susanna Tamaro, (primo Premio Strega Ragazzi), libro esemplificativo della possibile oppressiva presenza della tecnologia nella vita dei ragazzi. La solitudine di Bart guardato da lontano dalla madre, mai presente fisicamente, è allievata da un essere davvero semplice come la gallina Zoe.

Nel quarto ‘item’ “Uguale, diverso, così così…” dedicato ai libri con la presenza di bambini con handicap, si cita una poesia di Bruno Tognolini, “Rima dei bambini in salita” davvero significativa. Da ricordare, tra gli altri, è anche “Mia sorella è un quadrifoglio” di Beatrice Masini, dove la disabilità è vista come speciale e invece in “Noi” di Elisa Mazzoli c’è il personaggio di Occhione che dà ragione della possibile crudeltà dei bambini verso i ‘diversi’

Nel quinto ‘item’ si parla di libri che parlano di “amore (e di sesso)”. Qui ricordiamo “Herman e Rosie”, pubblicato da Motta Junior: “con i suoi personaggi fatti un po’ da uomo e un po’ da bestia, dice sull’amore, sulle affinità, sulle solitudini e sulle vicinanze più di un manuale di psicologia”[3].

Il sesto ‘item’ è intitolato “Di guerra e di pace”[4] e qui si ricorda il pacifismo del Dr. Seuss che ha scritto “La battaglia del burro”, dove i due protagonisti si odiano solo per la diversa consuetudine di spalmare diversamente il burro sul pane. Il libro è stato un successo non solo decretato dai ragazzi ma anche dagli adulti, come è documentato nella classifica del New York Times.

Nel settimo ‘item’ “Di bestie e di prati” si parla di quei lettori a cui piacciono i libri cosiddetti d’informazione o divulgazione. Qui meritano di essere ricordati “Sei zampe e poco più” pubblicato da Topipittori, che è una guida pratica per piccoli entomologi, e il classico “Ciondolino” di Vamba, dove gli insetti appaiono giganteschi al protagonista ridotto di dimensione.

Nell’ultimo ‘item’ troviamo le cosiddette “riscritture” tra cui quella famosa di Pinocchio della Nöstlinger, il “Nuovo Pinocchio”, pubblicato dalle Nuove Edizioni Romane dove l’autrice “fa emergere il grumo di fatica che opprime il cuore di Pinocchio nel disperato e contraddittorio tentativo di adeguarsi alle richieste degli adulti e insieme di soddisfare la sua natura anarchica”[5].

Le belle immagini riprodotte a conclusione del libro fanno de “Il primo libro non si scorda mai”, un importante testimone del fatto che il libro per ragazzi ha dalla sua l’illustrazione che è un’arte straordinariamente ricca e significativa.

 

[1] Carla Ida Salviati “Il primo libro non si scorda mai”, Firenze, Giunti, 2017, p. 25.

[2] in op.cit. p.45.

[3] in op. cit. p.86

[4] pubblicato da Giunti.

[5] in op. cit. p.126.

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Informazioni su marginiesegni

Sono una piccola galleria d'arte, situata nella splendida piazza della Collegiata di Bracciano, un paese che si affaccia sull'omonimo lago. Ho tante cartoline disegnate e dipinte da artisti.

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Questa voce è stata pubblicata il aprile 18, 2017 da in infanzia, letteratura contemporanea, saggistica.

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