AVVERTENZE PER GENI

RIVISTA DI CONSIDERAZIONI CULTURALI DIRETTE A PERSONE IN GRADO DI LEGGERLE

TRE DONNE VIVEVANO IN UN PAESINO

ninfee-allorangerie

di Stefania Fabri ©

Il romanzo di Michel Bussi “Ninfee nere”, pubblicato da e/o nel 2016, comincia così: “Tre donne vivevano in un paesino”  e veniamo subito a sapere che la prima era cattiva, la seconda bugiarda e la terza egoista: una anziana scorbutica, una maestra bella e amante della pittura sposata a un uomo che la tiene in grande considerazione, una bambina che dimostra di avere un forte talento per la pittura. E da questo momento in poi è come se leggendo questo libro noi seguissimo un pifferaio magico che ci porta dove vuole lui. Michel Bussi ci fa intendere che ci spiegherà tutto per filo e per segno seguendo queste tre protagoniste della storia, intanto che la polizia francese si affanna attorno all’omicidio misterioso dell’oftalmologo Morval, figura alquanto sgradevole di libertino. Due personaggi indagano: l’ispettore Laurenç Sérénac, capo delle ricerche investigative, ma un po’ troppo sensibile alla bellezza femminile della maestra del luogo, l’ispettore Sylvio Benavides, più sveglio di lui, ma impegnato con una moglie che sta per partorire. Entrambi, quindi, si affannano senza grossi successi per trovare l’assassino di Morval, su cui troveranno una documentazione fotografica riguardante la sua ossessione per le donne. Magicamente Bussi ci immerge in tre epoche diverse, dove avvengono fatti e sentimenti tutti collegati tra di loro, ma di cui nessuno, tanto meno il lettore riesce a intuire i veri nessi.

ninfee-nere_cover

Delle tre tracce della storia, la prima quella dell’anziana è raccontata in prima persona con un’intensa acredine ma in qualche modo straordinariamente appagante per il lettore (e soprattutto per la lettrice). Mentre passeggia con il suo cane (che comunque è molto indipendente) ecco che descrive il suo rapporto con il mondo: “Rimango a lungo ad assaporare la calma effimera. Non so quanto, di sicuro vari minuti, almeno finché non arriva un tizio che fa jogging. Mi passa davanti con l’MP3 ficcato negli orecchi. Maglietta. Scarpe da ginnastica. È spuntato nella prateria come un anacronismo. È il primo della giornata a sciupare il quadro, gli altri seguiranno.”[1] E qui è importante ricordare che  il romanzo si svolge a Giverny, un piccolo paese nell’Alta Normandia, dove il grande pittore Claude Monet dimorò per ben 43 anni e nella sua casa, quella col lago delle ninfee che ottenne con notevoli lavori idraulici, ora c’è la Fondazione Claude Monet. Tutto in questo villaggio ha ruotato nel tempo sulla notorietà e sui bisogni del grande padre dell’impressionismo. E l’ossessione che Monet ebbe per il proprio giardino d’ispirazione orientale con un ponte con uno stagno con ninfee e  altri fiori esotici ha dato origine a opere meravigliose.  Si calcola che le ninfee ebbero la sua attenzione per circa 250 dipinti.  Questa ossessione di Monet entra prepotentemente anche nella storia di “Ninfee nere” (ricordiamo che al museo dell’Orangerie a Parigi vi sono conservate 12 meravigliose tele di Ninfee), dato che aleggia nella storia la leggenda di un quadro di Monet mai rinvenuto (quindi inesistente) con dipinte ‘ninfee nere’.

La trama gialla, che non è l’unica attrattiva del romanzo, anche se il meccanismo poliziesco è inarrivabile, tanto da lasciare il lettore basito alla fine della storia, è tutta permeata dall’ossessione per Monet, che tutti gli ammiratori condividono da “La colazione sull’erba” del 1865 in poi. Quindi ‘chapeau’ all’autore: è riuscito a renderci Monet quasi un vicino di casa e nello stesso tempo a  farci restare legati al libro dalla prima all’ultima parola,  ossessionati da capirne la fine. L’ho letto in due giorni… (cosa che non mi capitava da un po’ di tempo).

 

[1] Michel Bussi, Ninfee Nere, Roma, edizioni e/o, 2016, p. 20.

Annunci

Informazioni su marginiesegni

Sono una piccola galleria d'arte, situata nella splendida piazza della Collegiata di Bracciano, un paese che si affaccia sull'omonimo lago. Ho tante cartoline disegnate e dipinte da artisti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il settembre 19, 2016 da in arte, letteratura contemporanea con tag , , , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: