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FOLIO: il futuro delle biblioteche (digitali) è aperto

Layout 1di Maurizio Caminito     La difficoltà con cui l’innovazione digitale si estende al mondo delle biblioteche deriva da numerosi fattori. Il primo, sicuramente, dipende dalla fase economica che fa sentire i suoi effetti sui bilanci delle biblioteche, che spesso si trovano a fronteggiare tagli ai servizi, piuttosto che a pianificare il loro ampliamento.

La biblioteca digitale ha dei costi, sia in fase di avvio che nella gestione ordinaria, non comprimibili e, soprattutto, diversi modelli economici per la gestione dei servizi al pubblico e del materiale digitale[1]. A ciò si aggiunga il fatto che esistono numerosi progetti di biblioteca in campo nei vari settori, con cui relazionarsi in modo corretto.[2]

Ma la questione più rilevante riguarda da un lato l’aggiornamento continuo della tecnologia (nel campo del recupero dell’informazione, della multimedialità, delle interfacce, ecc.), che rappresenta il motore della biblioteca digitale, e dall’altro il contesto socio-culturale in rapida evoluzione che investe la comunità degli utenti e ne determina i bisogni e i comportamenti.

Per tutte queste ragioni il progetto della biblioteca digitale non può affidarsi a prodotti definiti una volta per tutte o semplicemente da aggiornare periodicamente con nuove release. Ma, soprattutto, non può essere un progetto talmente settoriale e chiuso da non partecipare alla generale evoluzione della gestione dell’informazione che contemporaneamente avviene nel mondo che lo circonda e che investe tutti gli attori in campo e, in primis, gli utenti cui intende rivolgersi.

FOLIO, che è l’acronimo della frase inglese Future of Libraries is Open, è un progetto che affronta su larga scala, finalmente dovremmo dire, la questione dell’aggiornamento e dello sviluppo dei servizi della biblioteca in ambiente digitale con un approccio corretto, facendo leva sulla competenza delle biblioteche, oltreché sulla capacità e la velocità delle aziende che producono o forniscono strumenti e servizi digitali. E puntando senza compromessi sull’open source.

Il programma FOLIO[3] prevede la messa a punto di una piattaforma di servizi (LSP è il suo acronimo in inglese) completamente nuova, che parte dalla gestione integrata dei servizi più tradizionali e collaudati, ma allo stesso tempo è stata progettata per favorire l’innovazione continua, attraverso la collaborazione di tutti gli attori principali del settore (bibliotecari, fornitori di servizi e sviluppatori di tecnologia)[4].

La piattaforma di base è open source e viene messa a disposizione liberamente in modo da far nascere un ecosistema condiviso e una comunità che possa creare, sperimentare e aggiornare tutte quelle applicazioni funzionali che si ritengano utili per la gestione dei servizi di una biblioteca nell’era digitale[5]. Il codice open source creato dalla comunità FOLIO sarà disponibile sotto una licenza Apache v2, che permetterà a qualsiasi persona, istituzione, fornitore di software di collaborare o utilizzarlo per scopi commerciali o altro. Il lancio della piattaforma, che fornirà le funzionalità per l’integrazione di servizi modulari open source, è in programma su GitHub[6] per il mese di agosto 2016. GitHub è un servizio di hosting per progetti software. E’ anzi una sorta di social network per gli sviluppatori di software e ciò non potrà che favorire lo scambio di informazioni e la discussione tra i partecipanti al progetto. Un primo risultato concreto, rappresentato da una piattaforma creata dalla comunità di FOLIO, con servizi integrati e innovativi utilizzabili dagli utenti delle biblioteche, è atteso per la fine del 2017.

Il progetto può contare in partenza su una solida base economica e di competenze[7] e l’Open Library Environment (OLE) garantirà la collaborazione fin dalle fasi di avvio, di biblioteche accademiche e centri di ricerca.[8] Suoi membri sono la Biblioteca della Cornell University, la Library Duke University, la rete delle biblioteche pubbliche (GBV) e la biblioteca universitaria (HBZ) del Nord Reno-Westfalia, la Lehigh University, le Biblioteche della North Carolina State University, SOAS-Università di Londra, le biblioteche A&M del Texas, la Biblioteca dell’Università di Chicago e le biblioteche dell’Università del Maryland. Ma il progetto FOLIO è aperto, anche nelle sue fasi iniziali, e altre biblioteche e fornitori di servizi si stanno unendo alla comunità, comprese biblioteche come quelle dell’Istituto di Tecnologia del Massachusetts (MIT), dell’Università di Carlos in Praga, o la Biblioteca nazionale di Ungheria (Szechenyi National Library), il consorzio Calis (China Academic Library and Information System), così come aziende e organizzazioni quali BibLibre, BiblioLabs, Bywater, Relais International e SirsiDynix. Non si ha notizia, per ora, di adesioni di biblioteche accademiche o pubbliche italiane.

Con progetti come quello di FOLIO, il futuro è aperto: aperto a nuovi rapporti, aperto alla vera collaborazione e aperto alla messa a sistema di tutte quelle capacità che potrebbero consentire alle biblioteche di realizzare la propria missione e di fornire agli utenti servizi sempre aggiornati. Le biblioteche sarebbero non solo clienti, ma anche investitori e partner dei fornitori nel definire il futuro dei servizi bibliotecari, nel più generale panorama della grande mutazione in atto dei servizi di informazione.

 

 

[1] Ne ha parlato quasi dieci anni fa Anna Maria Tammaro nella rivista Digitalia, nell’articolo: “Concetti e modelli della biblioteca digitale: risultati di uno studio Delphi”, reperibile qui: http://digitalia.sbn.it/article/viewFile/344/235

[2] Vedi, per esempio, la lista delle biblioteche digitali pubblicata su Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Lista_di_biblioteche_digitali

[3] https://www.folio.org/

[4] L’articolo sul canadese Morning Standard, “Introducing FOLIO – A new collaboration bringing libraries, service providers and developers together to speed innovation and redefine the future of library automation”, dimostra il grande interesse che il progetto sta riscuotendo anche in ambito non accademico nel mondo anglosassone (https://www.morningstar.com/news/canada-news-wire/CNW_20160624C8889/introducing-folio-a-new-collaboration-bringing-libraries-service-providers-and-developers-together-to-speed-innovation-and-redefine-the-future-of-library-automation.html)

[5] Ecco le funzionalità da gestire previste nella piattaforma in modo integrato e con il massimo di interoperabilità: Acquisitions, Cataloging, Circulation, Data Conversion Tools, Knowledgebase, OPAC functionality, Resource Sharing, Serials Check-In, Union Catalog, System Reporting, ETD Ingestion Pages, 3rd Party Authority Control, Content Management Systems, Data Mining, Grant Management Integration, Student Outcome Metrics, Archival Description and Management, Museum Description, Curation & Management, Institutional Repositories, Learning Management Systems, Linked Data Triplestore, Research Data, Predictive Analytics.

[6] https://github.com/

[7] La EBSCO, che è un fornitore leader a livello mondiale dei database di ricerca, e Discovery Service, distributore di eBook e riviste accademiche, daranno il supporto necessario per permettere la sostenibilità del progetto ed è prevista la partecipazione di un leader tecnologico testato come INDEX DATA.

[8] Cfr.: http://www.openlibraryenvironment.org/. Per informazioni aggiornate sul progetto Kuali-OLE, vedere http://www.kuali.org/ole. OLE è un’iniziativa promossa Mellon Foundation ora sotto gli auspici della Fondazione Kuali. OLE conta di sviluppare in open source una suite di applicazioni per sostituire i moduli di Library Management Systems attuali con tecnologie di prossima generazione.

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Questa voce è stata pubblicata il luglio 2, 2016 da in cultura, ebook, letture, media, web con tag , .
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