AVVERTENZE PER GENI

RIVISTA DI CONSIDERAZIONI CULTURALI DIRETTE A PERSONE IN GRADO DI LEGGERLE

Due novità per un lettore attento

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di Maurizio Caminito  ©

Due fatti, accaduti quasi contemporaneamente nel recinto angusto dell’editoria italiana, sembrano segnare una nuova direzione di marcia. Sono piccoli accadimenti, forse, ma rappresentano una volontà comune: quella di provare a scardinare un “ordine delle cose” che sempre di più appare come una gabbia dalla quale bisogna uscire. Non parliamo di una delle tante operazioni di concentrazione editoriale, dietro la quale c’è solo il tentativo, spesso vano, di tenere in vita un business traballante tagliando i costi e “razionalizzando” la produzione. Parliamo di una riflessione di come oggi si possano raccontare le storie, si possano pubblicare e vendere testi, che siano in sintonia con il modo contemporaneo di leggere, ascoltare, vedere. E bisogna anche approfondire come ciò possa avvenire a patto di rivedere in profondità il funzionamento della macchina editoriale alla base della produzione di un libro o di un giornale. Ed è necessario non farsi fuorviare dalla tentazione di schierarsi contro o favore di qualcuno o qualcosa: per esempio a favore del mondo digitale contro quello cartaceo, per l’eBook contro il libro o dalla parte dei blog contro i giornali di carta. Come se bastasse sostituire uno strumento, un supporto ad un altro per entrare nell’editoria del futuro.

Il primo degli eventi è il ritorno (perché si tratta di un secondo tentativo) di pagina99 nelle edicole e nel web.

“Il giornale che ci vuole. Non per presunzione, ma perché vogliamo fare un’informazione che serve (e manca). Senza contributi pubblici per l’editoria.

Di carta e digitale. Ogni sabato in edicola, dove resta per tutta la settimana. Con la versione digitale disponibile anche prima. E un sito complementare, attivo ogni giorno.

Il quotidiano del weekend. Molte pagine, belle da guardare e da leggere. Titoli rossi su carta color salmone. Rigore dei dati e passo lungo della narrazione.

Di lotta e di lettura. Per fermarsi a osservare il mondo. E comprenderlo per cambiarlo. Senza rinunciare alla bellezza di testi e immagini.

Questa è pagina99, in novantanove parole. Buone per le nostre storie, inchieste, interviste, analisi, dibattiti, racconti, fumetti, giochi. Con il filtro dell’economia. E la cultura, che non è una sezione ma il nostro filo rosso.”[1]

Torna alla sua formula originaria: ogni sabato in edicola (restandovi fino a quello successivo), una sorta di settimanale stampato su carta con articoli lunghi, di approfondimento e di discussione sui temi economici e culturali più attuali, cui si affianca un sito che riprende e aggiorna le notizie quotidianamente.  Con tutto ciò che le piattaforme social del web possono offrire in termini di immediatezza, interattività, rapporto diretto tra il giornale e i suoi lettori.

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Il secondo evento, forse ancora più emblematico, è la nascita di una nuova piccola casa editrice indipendente: Atlantide[2], che punta ad affermarsi come nuovo modello editoriale e culturale, valorizzando l’indipendenza e la qualità e sfidando un sistema dell’editoria incentrato solo sulle vendite.

“Non è in crisi il libro − spiega il direttore editoriale Simone Caltabellota − ma il sistema editoriale che lo veicola. In questi tempi di produzione frenetica e spesso casuale il libro non è più il centro del lavoro editoriale. Atlantide intende invece recuperare la centralità dei testi e delle storie, e il senso più profondo del loro essere fuori dal tempo oltre ogni meccanismo produttivo consolidato.”

 La nuova casa editrice punterà su pochi titoli: 10 l’anno e una tiratura di 999 copie ciascuno. Libri che devono a tutti i costi essere longseller, durare e far parte di un catalogo selezionato e in lenta espansione. Con un’altra novità altrettanto e forse ancor di più importante: i libri di Atlantide saranno venduti soltanto nelle librerie indipendenti che aderiranno al progetto e online direttamente solo sul sito dell’editore. La grande distribuzione, nonché le grandi librerie online, a partire da Amazon, saranno escluse da questo progetto.

Anche in questo caso l’idea è quella di cercare di ricostruire il canale di collegamento tra il prodotto editoriale e il suo pubblico. In un’epoca in cui il rapporto tra libro e lettore appare compromesso abbiamo necessità di ricostruirlo con qualcosa che (almeno) dia la sensazione di un legame tra chi scrive i testi e chi li legge.

Entrambe queste esperienze che nascono oggi, e che non sono affatto certe di raggiungere il proprio obiettivo, puntano in fondo alla stessa cosa: ricostruire un legame più profondo, più aperto e duraturo tra un lettore attento alla qualità e un mondo editoriale che vuole ritornare ad essere una comunità. E a raccontare la comunità in cui opera.

 

 

[1] http://www.pagina99.it/

[2] http://www.edizionidiatlantide.it/

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Questa voce è stata pubblicata il novembre 21, 2015 da in cultura, editoria, letture, media con tag , , , , , , , .
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