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RIVISTA DI CONSIDERAZIONI CULTURALI DIRETTE A PERSONE IN GRADO DI LEGGERLE

‘BOUGER LES LIGNES’: per un nuovo piano della lettura in Belgio

Vermeer

di Maurizio Caminito

In una recente riunione sulla promozione della lettura in Italia ho avuto modo di accennare alla circostanza che anche in un altro paese europeo, proprio in questi giorni, sia in discussione il Piano Nazionale della Lettura . Si tratta di un piccolo paese, il Belgio, anzi della parte francofona, la Fédération Wallonie-Bruxelles, che ha annunciato la presentazione del progetto per il 28 febbraio, nel corso della Fiera del Libro di Bruxelles[1].

Ovviamente le situazioni nei due paesi sono molto differenti, ma può essere interessante analizzare il Piano belga per coglierne alcuni tratti distintivi, che possano essere riferiti, almeno sul piano metodologico, anche al contesto dei nostri problemi.

Il Ministro della Cultura belga Joëlle Milquet ha affermato recentemente: “Dobbiamo accompagnare la rivoluzione digitale che sta affrontando l’industria del libro. Non si tratta di contrapporre il libro stampato al libro digitale, ma di lavorare alla loro complementarità, non dimenticando mai che è la qualità del contenuto, piuttosto che la sua confezione, che è l’elemento principale. Vogliamo incoraggiare le biblioteche e le librerie ad evolversi, ad investire in innovazione e ad aprirsi alle nuove modalità di lettura digitale.”

Si parlerà sicuramente, quindi, di come finanziare LIBREL, la piattaforma di libri digitali per biblioteche, o il programma per le scuole Écrivains en classe, per ricollocare il libro e la lettura al centro dell’apprendimento. Oppure di come lanciare una campagna di sensibilizzazione al valore della lettura rivolta ai più giovani.

Ma il progetto politico è più ambizioso ed è quello di “adeguare la politica culturale allo sviluppo della società,” individuando innanzitutto alcuni punti di cambiamento sui quali intervenire:

  1. L’affermarsi nel paese di una società interculturale e diversificata
  2. La diffusione delle tecnologie digitali
  3. L’interdisciplinarietà dell’offerta culturale
  4. L’evoluzione delle istituzioni in atto, che vede il ruolo dell’Europa, quello degli Stati Nazione e delle Regioni mutare in un quadro in continuo cambiamento.

Da questo vengono fatte discendere, logicamente, tre linee d’azione:

  • Sostenere la creazione di nuovi contenuti e di coloro che li elaborano, invece che dare solo contributi, come è avvenuto finora, agli Enti e alle istituzioni culturali.
  • Supportare la nuova domanda e favorire l’accesso alla cultura da parte di un nuovo pubblico, vale a dire, preparare una vera politica che prenda in considerazione la diversità dei nuovi pubblici e il loro accesso alla cultura come sfida della democrazia.
  • Costruire una nuova governance e impostare un nuovo paesaggio culturale semplificato, ottimizzato, coordinato, e aperto.

In conclusione penso che si possa comprendere e apprezzare il valore paradigmatico dell’intervento che si sta progettando in Belgio, al quale si possono aggiungere due notazioni di non secondaria importanza.

La prima riguarda l’esclusione dal Piano di qualsiasi intervento di regolazione del mercato del libro. Non certo perché la filiera del libro goda di una perfetta salute, ma perché ciò fa logicamente parte di un altro piano del discorso e va trattato su un altro tavolo.

La seconda si riferisce alle modalità di costruzione del Piano. Le linee guida, esposte qui schematicamente, sono on line sul sito “Bouger les Lignes” (http://tracernospolitiquesculturelles.be/) e dal 1 marzo 2015 sarà possibile intervenire, sempre sul sito, con osservazioni e proposte.

Saranno istituiti sei gruppi di lavoro, composti da rappresentanti dei vari gruppi di lavoro culturale e di coordinamento per mettere a punti progetti concreti sui seguenti temi:

  1. Piano di sostegno per gli scrittori e gli artisti e nuova offerta culturale;
  2. Nuova alleanza Scuola – Cultura;
  3.  Definizione di una strategia digitale per il paese;
  4. Strategia culturale come parte dell’economia creativa;
  5. Nuova politica di democratizzazione e della diversità culturale;
  6. Nuova governance delle politiche culturali.

L’ampiezza delle questioni prese in considerazione non ledono, a mio parere, la lucidità dell’intervento proposto, in quanto spesso ci troviamo invece di fronte alla tentazione di adottare misure ‘buone per tutte le stagioni’, immaginando che, non essendoci mai stata nel nostro paese una vera promozione della lettura, siano applicabili oggi le stesse ricette del passato.

Inoltre una seria politica della lettura non può che avere un orizzonte ampio e di lunga durata e non la ricerca di facili soluzioni incapaci di mettere radici.

 

 

[1] Cfr.: l’articolo su ActuaLitté “Un Plan lecture pour la Belgique : soutien aux artistes et aux jeunes. La Fédération Wallonie Bruxelles travaille pour le livre et les auteurs”, https://www.actualitte.com/international/un-plan-lecture-pour-la-belgique-soutien-aux-artistes-et-aux-jeunes-55265.htm

 

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Questa voce è stata pubblicata il febbraio 22, 2015 da in cultura, editoria, letture, media con tag , .
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