AVVERTENZE PER GENI

RIVISTA DI CONSIDERAZIONI CULTURALI DIRETTE A PERSONE IN GRADO DI LEGGERLE

L’EBOOK E ‘IL GENDARME’ Riflessioni a margine del Laboratorio con i bambini di una classe elementare sull’ebook “Il segreto dell’ultimo”

collage segreto dell'ultimo

Sul quotidiano La Stampa Gianni Riotta[1] ha celebrato il 3 marzo 2014 l’anniversario dell’invenzione del World Wide Web, vale a dire di quelle tre w che ci permettono di navigare in Internet,   da parte del genio di Tim Berners-Lee, un informatico britannico nato nel 1955. Riotta ha notato che “i ragazzi nati nel 1989, dopo la Guerra Fredda, credono che il web sia parte «normale» della vita come l’acqua dal rubinetto e la luce delle lampadine. Calcola lo studio Pew che l’87% degli americani usi il web ogni giorno (circa due terzi degli italiani, ma superiamo la media americana con il 90%, tra i giovani)”.

Sappiamo  però che alcuni pionieri di Internet come Jaron Lanier, autore di “Tu non sei un gadget”, non vedono attualmente un’evoluzione positiva nella rivoluzione digitale. Infatti  Lanier ci  ha messo in guardia dicendo che: “la cultura popolare è in una fase di malinconia nostalgica. La cultura on line è dominata da banali mash-up. […] è una cultura di reazione senza azione.” E ancora “la spiritualità si sta suicidando…”[2]

Mentre Francesco Antinucci, esperto della cognizione nel CNR, realizzò nel 1999 un entusiastico libro intitolato “Computer per un figlio”[3], Franco Carlini con il suo “Parole di carta e di web” provava a essere ottimista però sempre con un occhio alle perplessità di Neil Postman che era famoso per i suoi dubbi specialmente riguardo ai bambini e i media. Carlini però aveva preconizzato: “Specialmente in un mercato di libri digitali dove si potrà assistere a un grandissimo proliferare di opere spontanee e dal basso, per pura e legittima voglia di provarci, la funzione di chi svolge una politica culturale scopre gli autori, realizza collane, diventa un valore. Liberati dall’ansia della stampa, molti editori forse potrebbero ritrovare anche il tempo e le energie per curare il rapporto con l’autore nella faticosa e cruciale fase della scrittura”[4]. Utopia non realizzata in quanto la maggior parte degli editori pubblica anche la versione ebook, duplicandolo in PDF, ma non con  l’intenzione di fornire ai propri autori nuove prospettive e tantomeno ai propri lettori nuovi e approfonditi elementi di arricchimento della lettura . E non dimentichiamo che Franco Carlini aveva pubblicato precedentemente  “Internet Pinocchio e il Gendarme”, in cui sperava che la parte felicemente creativa di Internet (associata all’infanzia) vincesse la partita sul ‘determinismo tecnologico,[5] impersonato dal Gendarme.

A fronte di queste premesse si sa da indagini recenti del 2013, che solo il 30% dei genitori utilizza ebook con i propri bambini e sappiamo bene che si tratta di app e quindi soprattutto di gioco, più che di lettura vera e propria. Le potenzialità dell’ebook sono assai poco sfruttate soprattutto nella capacità di offrire insieme a un testo di narrativa un set aggiuntivo di informazioni, che diano conto dello scrittore, delle sue ricerche, del suo lavoro sulla scrittura, delle sue curiosità, dei suoi intenti e perché no della sua capacità di aprirsi alla creatività del lettore soprattutto quando si tratta di ragazzi. Certo da una parte c’è lo scarso interesse progettuale degli editori e dall’altra il ritardo dei reader per ebook, con tutte le loro diversità e rigidità: tutto ciò rende questo tipo di lettura assai più complicata del semplice gesto prendo il libro in mano e lo apro.

E quindi davanti al ‘nativo digitale’, che avrebbe grandi potenzialità nell’apprendimento informale in ambienti digitali, ci sono in Italia resistenze e inaccettabili chiusure.  Eppure di ‘intelligenza collettiva’ Pierre Lévy ne ha parlato parecchio tempo fa in Europa, ma è in Usa che a partire dalle sue intuizioni si è sviluppata di più la teoria della ‘cultura convergente’. Per esempio  Henry Jenkins[6] attraverso il suo lavoro al MIT ha prodotto ricerche ed è pervenuto alle tre modalità che potremmo interpretare così: “perdere tempo, trastullarsi, diventare fanatico della tecnologia”​​, che consentono al nativo digitale di usare la tecnologia senza subirla.

Ed è palese che se i lettori non si abituano a un ‘consumo culturale’ del digitale, saranno solo un po’ più in là utenti da scappa e fuggi nel mondo dei tweet, dello ‘snark’ antipedagogico, del litigio col prossimo senza conoscerlo, del facebook ‘perditaditempo’. E’ questo che dobbiamo affrontare, la priorità culturale dei consumi digitali…e l’ebook ha un posto fondamentale in questo contesto.

Nel Laboratorio sull’ebook de “il segreto dell’ultimo”[7], storia fantascientifica ambientata nella Tavola Periodica degli Elementi, con la quarta E della scuola elementare San Francesco alla Biblioteca di Anguillara Sabazia, ho notato che i bambini, anche se non hanno mai letto un ebook e addirittura parecchi nemmeno hanno mai usato un computer, sono attratti da quello che potrei definire il cyber-mondo, quello dove c’è la tecnologia e  nel mio caso anche quella cosa fantascientifica, ma molto reale che è la chimica, dominata dai fantastici ‘elementi’. Si abituano facilmente a pensare ai Gas Nobili e ai Metalli e alla radioattività…E cercano il link nelle pagine per proseguire la storia o guardare le informazioni aiutandosi l’un l’altro e mi viene da pensare: perché siamo così indietro se loro sono potenzialmente così avanti? Quel 60% di genitori che preferisce leggere ai propri figli libri cartacei, perché teme che attraverso il supporto digitale si possa perdere la «magia del libro» anche come esperienza sensoriale e tattile, e che si disincentivino creatività, concentrazione e autonomia nella lettura, dovrebbero comprendere che si tratta di due sfide completamente diverse.

Alle obiezioni degli educatori e dei genitori, che vedono nella rete un pericolo di dispersione e di approssimazione,  Palfrey e Gasser, due professori universitari americani, nel loro “Nati con la rete”[8] hanno obiettato: “Le persone di cui bisogna preoccuparsi sono quelle che stanno crescendo in un’epoca digitale senza apprendere queste sofisticate tecniche di raccolta e acquisizione di informazioni, e senza produrre e condividere con gli altri nessuna creazione fondata su ciò che imparano.” Secondo il loro modo di vedere le cose, i nativi digitali sono in grado di avere un approccio superficiale, un tuffo in profondità e un circuito di feedback (i tre stadi dell’avvicinamento di Jenkins), che consente loro di vagliare una grande quantità di informazioni  senza perdersi. Queste capacità sembrano del tutto nuove e non possono certo svilupparsi in contesti ostili a queste nuove attitudini…

Si parla negli altri paesi di mettere in campo ‘ecologie mediatiche’ e di allestire ‘ambienti digitali’, ma di tutto questo  nel nostro paese si vede molto poco. In compenso ci ritroviamo un uso aggressivo e disturbante dei social network che appartiene più alla vecchia  ‘gogna mediatica’ che al fresco mondo dei tuffi nella rete dei vecchi pionieri del Web, oppure assistiamo a un ossessivo ‘memorialismo’ di piccoli eventi e personali amenità che viene standardizzato e naturalmente anche utilizzato a fini commerciali. Il determinismo tecnologico paventato da Franco Carlini, cioè quel Gendarme che  sta a guardia della gabbia preparata dal conformismo del web, è lì pronto che attende i nostri sprovveduti Pinocchi…

Stefania Fabri ©


[1] Gianni Riotta, La stampa del   1/03/12014     Il web compie 25 anni. Ecco come ha cambiato (in meglio) le nostre vite.

[2] Jaron Lanier, “Tu non sei un gadget”, Milano, Mondadori, 2010, p. 29.

[3] Francesco Antinucci “computer per un figlio” Bari, Laterza, 1999.

[4] Franco Carlini, “Parole di carta e di web”, Torino, einaudi, 2004, p. 279.

[5] Franco Carlini, “Internet, Pinoccio e il Gendarme”, Roma, Manifestolibri, 1996.

[6] Cfr il suo blog,  http://henryjenkins.org/

[7] Stefania Fabri, “Il segreto dell’ultimo”, Genova, Quintadicopertina, 2013.

[8] John Palfrey, Urs Gasser “Nati con la rete”, Milano, Rizzoli, 2009, pp.326-327.


 

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Questa voce è stata pubblicata il marzo 19, 2014 da in ebook, letture, media, web con tag , , , , , .
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