AVVERTENZE PER GENI

RIVISTA DI CONSIDERAZIONI CULTURALI DIRETTE A PERSONE IN GRADO DI LEGGERLE

ANCORA SUL MODELLO DI NETFLIX O DELLA TV 2.0

netflix foto

Quest’anno una nuova regola ha permesso per la prima volta alle serie televisive trasmesse via Internet di competere, per la conquista degli Emmy Awards, con quelle mandate in onda in televisione. Il risultato non ha colto di sorpresa i più attenti osservatori del mondo delle serie TV: la serie House of Cards, prodotta dal servizio di streaming[1] Netflix ha vinto tre Emmy, la protagonista femminile, Robin Wright, è stata premiata come miglior attrice ai Golden Globe e l’American Film Institute l’ha inserita tra le 10 migliori serie del 2013.

Fin qui niente di particolarmente rivoluzionario. Netflix è una famosa piattaforma web per vedere contenuti video in qualsiasi momento. Dalle serie tv, ai film, ai documentari. La sua strategia è semplice: comprare contenuti inediti e attrarre il maggior numero di abbonati che pagano 7,99 dollari al mese.  Attualmente Netflix è disponibile in USA, Canada, Sud America e UK. Il piano di espansione nei prossimi mesi vedrà anche l’arrivo in Europa (sicuramente Francia e Germania) e, forse, anche in Italia (si legge dell’avvenuto acquisto della serie “Romanzo Criminale” da offrire agli utenti italiani come benvenuto).

Dal 1997 ad oggi la Web-TV californiana ha collezionato circa 36 milioni di abbonati, 30 dei quali nei soli Stati Uniti, diventando uno dei canali tv più diffusi e utilizzati al mondo, con l’offerta di molti contenuti inediti e trasmessi in esclusiva. Ha quindi una forza economica tale da potersi permettere una grande produzione televisiva.

Ma il successo di Netflix si fonda su alcune caratteristiche dell’offerta del prodotto che, queste sì, presentano degli aspetti che possiamo già definire rivoluzionari.

Partiamo dai contenuti: la serie House of Cards è sicuramente ben fatta, ma sta sullo stesso piano di altre, quelle della rete americana via cavo HBO per esempio, o le numerose pregevoli miniserie prodotte dalla BBC, che da anni hanno evidenziato un notevole salto di qualità nella produzione televisiva seriale di fiction. Superato il modello ripetitivo di meccanismi narrativi sempre ricorrenti, basato soprattutto sull’identificazione/gradimento di uno o più personaggi al centro di vicende, che rappresentavano le infinite varianti possibili di uno stesso schema, oggi la serie tv è tutt’altra cosa. I personaggi vivono e agiscono all’interno di una macro-storia, che ricorda a volte il romanzo d’appendice ottocentesco a puntate, capace di descrivere una loro evoluzione, in modo che le singole puntate non rappresentino che le tappe di un percorso. La capacità degli sceneggiatori si misura nella ricerca di un equilibrio tra la credibilità e compiutezza della vicenda narrata in un singolo episodio e lo sviluppo narrativo dell’intera serie (normalmente superiore ai dieci episodi a stagione).  Esiste quindi, nei casi migliori, una doppia suspense, la prima relativa alla fine a sorpresa dell’episodio, la seconda e più importante, relativa all’esito finale della storia complessiva, di cui i singoli episodi non rappresentano che capitoli di un unico libro.

Gli uomini di Netflix hanno deciso di puntare tutto su questo secondo aspetto della narrazione e, proprio nel caso citato di House of Cards, hanno messo a disposizione dei propri utenti tutti gli episodi della storia contemporaneamente, dando loro la possibilità di scegliere i tempi e i modi di fruizione.

E con ciò passiamo dai contenuti alla struttura dell’offerta televisiva. Questa modalità “aperta” è, infatti, esattamente il contrario del palinsesto, concetto regolatore della programmazione televisiva finora adottato e comune sia alle TV generaliste che a quelle tematiche. Viene cioè superato il classico modello di distribuzione televisiva, che prevede la produzione di una serie, la sua vendita all’emittente miglior offerente e la sua messa in onda nel corso di una stagione, puntando a creare attesa e “dipendenza” negli spettatori e a ottenere, attraverso il gradimento degli stessi, grandi introiti pubblicitari.

La proposta di un nuovo modello di consumo per i telespettatori, quindi, che diventa sempre più personalizzato in termini di fruizione di servizi, di contenuti e anche di pubblicità.

E qui veniamo ad un aspetto su cui vale la pena soffermarsi: la pubblicità appunto. Una pubblicità sempre più personalizzata sul singolo utente del servizio, ottenuta attraverso il tracciamento delle sue scelte all’interno del palinsesto. La semplice rilevazione dei gusti dello spettatore (“Chi ha scelto questo film, questo libro, ha scelto anche…”) appartiene alla preistoria del commercio online. Oggi l’algoritmo che “traccia” i comportamenti degli utenti di Netflix è molto più complesso e sofisticato[2].

Ecco qualche esempio degli eventi che Netflix registra (vale per un film, ma anche per tutti i contenuti del database):

1)    In quale giorno della settimana l’utente vede determinati contenuti (es.: show tutti i giorni oppure film nel weekend);

2)    A che ora e in che giorno viene visto un determinato film;

3)    Da quale località (incrocio con il codice postale);

4)    Che tipo di ricerca viene effettuata per arrivare al film scelto;

5)    Su quale device avviene la visione;

6)    Quando l’utente mette in pausa, o usa i tasti rewind o fast forward;

7)    Quando e se la visione di un film viene abbandonata;

8)    Che giudizio viene dato del film (un apposito servizio viene proposto agli spettatori, che ne fanno un abbondante uso);

9)    Che cosa gli utenti di Netflix apprezzano (di ogni film vengono realizzate due o tre “screen shots” delle scene topiche, la cui visione può essere tracciata e confluire in un grande repertorio delle immagini preferite);

10)           Con quali caratteristiche viene attivato lo schermo televisivo (o quello di un altro device) durante la visione.

Tutte queste informazioni servono certamente per personalizzare i messaggi pubblicitari cliente per cliente. Ma il Database modulare di Netflix è anche in grado di intercettare i gusti della clientela e dispensare consigli su cosa guardare. Il portale non è solo una library a disposizione in qualsiasi momento: la novità sta nell’algoritmo che ‘aiuta’ lo spettatore nella selezione, permettendo al contempo a Netflix di conoscere meglio i gusti degli utenti.

In questo modo è possibile orientare i grandi investimenti necessari per la produzione di una serie TV, utilizzando un insieme di dati che consente in anticipo di conoscere le preferenze del pubblico e arrivando ad ottenere i ricavi per 1,18 miliardi di dollari che Netflix può oggi vantare.

 

ULTIM’ORA

Le prime tre reti televisive commerciali francesi, TF1, Canal+ M6, hanno scritto una lettera congiunta, nella quale esprimono le preoccupazioni per la crescente concorrenza dei giganti americani come Google, Apple e Netflix.

“Non è una crisi economica quella che stanno attraversando TF1, Canal+ et M6, ma un cambiamento industriale accelerato (…) che minaccia la loro continuità”, scrivono nella missiva al Ministro Filippetti che reca la data dell’11 febbraio. Il timore è per “lo sconvolgimento causato dall’arrivo nel settore televisivo di nuovi attori” provenienti dal mondo di internet e delle nuove tecnologie “come Google, Apple, Netflix, Amazon e Facebook”.

Chiedono al governo di rivedere con urgenza “il sistema delle tasse” per liberalizzare il settore audiovisivo e modificare le regole che vietano la pubblicità televisiva in alcuni settori.

Sollecitano anche una revisione delle “attuali relazioni tra produttori e distributori” che contribuiscono, secondo loro, a indebolire ulteriore il mercato senza permetterne il consolidamento.  (FONTE: Key4biz – 18 Feb 2014)

 

© Maurizio Caminito


[1] Netflix è un servizio di streaming al quale si può accedere via web, ma anche da dispositivi come TV, lettori Blu-ray Disc, console di videogiochi, smartphone e tablet.

[2] Da leggere l’articolo “How Netflix Uses Analytics To Select Movies, Create Content, and Make Multimillion Dollar Decisions” http://blog.kissmetrics.com/how-netflix-uses-analytics/

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il febbraio 21, 2014 da in cultura, editoria, media, spettacolo con tag , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: