AVVERTENZE PER GENI

RIVISTA DI CONSIDERAZIONI CULTURALI DIRETTE A PERSONE IN GRADO DI LEGGERLE

VIETATO LEGGERE

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La scrittrice croata Dubravka Ugresic non ha peli sulla lingua e bisognerebbe ogni tanto ritornare sul suo “Vietato leggere” pubblicato, da Nottempo nel 2005, perché come una specie di Cassandra della letteratura tutte le sue profezie negative si sono avverate…specialmente in questo periodo di crisi economica. Per esempio: “Allo scrittore che non accetta le regole del mercato non resta che l’estinzione. Il lettore che non accetta ciò che il mercato gli offre è condannato al digiuno letterario o a rileggere di nuovo libri già letti”[1].

Ricordiamo brevemente chi sia. Negli ultimi tre decenni, Dubravka Ugresic si è affermata come una delle figure  di romanziere e saggista più caratteristiche dell’Europa. La sua opera  è caratterizzata da una combinazione rara di ironia, polemica unita a una grande passione. Sottoposta a critiche e angherie di vario tipo ha lasciato la Croazia nel 1993. Ora vive a Amsterdam.

La Ugresic paragona gli scrittori al proletariato, specialmente quelli dell’Est che hanno perduto i loro privilegi, tipo il dentista gratuito, ma in cambio non hanno avuto quelli degli scrittori occidentali più famosi (corsi di creative writing nelle università, festival,  fondazioni, traduzioni sovvenzionate, ecc.). L’altro elemento del panorama editoriale che la innervosisce di più è il rapporto con il redattore della casa editrice: “Se avete i nervi fragili (in genere li avete), se il vostro ego è debilitato (e in genere lo è) una visita dal redattore può essere per voi devastante”[2]. Il vostro referente nella casa editrice non sarà mai puntuale, vi riceverà all’ora di pranzo per vederlo mangiare l’insalata salutista, facendovi pesare il fatto che lo scrittore ha tempo da perdere, mentre il redattore è impegnatissimo. Il redattore, secondo la Ugresivic, ha solo il compito di cambiarvi il titolo e togliere dal libro due o tre delle particolarità migliori del testo…

Ma parliamo di quello che piace al pubblico…  “Al giorno d’oggi il famigerato Marchese De Sade sembra quasi uno scrittore per bambini”[3], né migliore effetto può fare il monologo di Molly Bloom con la ‘noiosa poetizzazione del suo orgasmo’, per non parlare di Erica Jong i suoi libri in biblioteca interessano solo alle vecchiette. Quello che interessa oggi sono le perversioni umane (del resto basti pensare al successo delle famose sfumature di grigio, nero e rosso).  Nel capitolo intitolato  “Cinici, tornate, è tutto perdonato!” Ugresic si augura il ritorno di una generazione che ha fatto dell’humour brutale, discriminatorio, del paradosso, delle dita incrociate dietro la schiena, la sua forza, perché questo tipo di cultura ha sviluppato tecniche di sopravvivenza raffinate, mentre ora si preferisce la soap opera…o potremmo aggiungere noi, aggiornando i suoi ragionamenti, si preferisce l’aggressione via web, lo screditamento virtuale…e al posto dell’umorismo, anche feroce,  c’è direttamente l’attacco, la violenza, il desiderio che l’altro soccomba, scompaia.

Citando Pierre Bordieu (il filosofo della ‘doxa’, cioè la cultura dominante introiettata dall’individuo) ricorda che esistono i ‘fast thinkers’ [4] (non vi fa pensare a qualcuno dei nostri guru?) , che hanno creato un campo di battaglia con quelli che dominano e quelli dominati. Tutto ciò fa morire la creatività.

Ci ricorda anche che la vecchia divisione tra apocalittici e integrati di Umberto Eco oggi è obsoleta: “Gli apocalittici, i malinconici, gli scocciatori, gli elitari nel panorama culturale di oggi sono una specie in via d’estinzione”[5]. La Ugresic propone questo: “Mi esercito nel non ascoltare quello che dicono gli altri quando parlano. Mi sforzo d’interromperli più che posso. […] Aspetto di sentire la voce di un Dio massmediatico e la domanda: Are we having fun now?![6]

Che cosa si aspetta lo scrittore dal futuro? Risponde la Ugresic: “Il futuro è come se non fosse più tra noi.  Appartengo alla generazione che ha creduto davvero che sarebbe andata sulla Luna.”[7]

Per quanto riguarda il futuro della letteratura la Ugresic la pensa come Richard Sennett: la cultura ‘alta’ è diventata parte della midcult  “Finge soltanto di rispettare gli standard della cultura alta, mentre invece li abbassa e li volgarizza”[8]. Quindi resterebbero tre opzioni: la prima andare contro vento e difendere i criteri letterari di valore; la seconda: abbandonarsi orgiasticamente alla post-modernità; la terza: rassegnarsi pacificamente al fatto che alcune specie si estinguono…e quindi lo scrittore è come un panda che biascicando troppo le sue foglie non trova tempo per procreare.

Stefania Fabri  ©

[1] Dubravka Ugresic, Vietato leggere, Roma, nottetempo, 2005., p 10

[2] ibid. p. 22

[3] ibid. p. 97

[4] ibid. p. 237.

[5] ibid. p. 248.

[6] ibid. p. 250.

[7] ibid. p. 299.

[8] ibid. p. 307.

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