AVVERTENZE PER GENI

RIVISTA DI CONSIDERAZIONI CULTURALI DIRETTE A PERSONE IN GRADO DI LEGGERLE

ENDEAVOUR: L’ISPETTORE MORSE DA GIOVANE

ENDEAVOUR

Lo scrittore inglese Colin Dexter quando ha creato il personaggio dell’ispettore Morse nel 1973 con “L’ultima corsa per Woodstock”[1] non poteva immaginare non solo il successo dei suoi libri, per i quali ha vinto  premi prestigiosi come giallista, ma nemmeno che il suo personaggio avrebbe attraversato 33 episodi di una serie TV di grande successo  in ben 13 anni. Ma che poi ora tornasse recentemente alla ribalta per una serie televisiva su Morse da giovane, intitolata  con il nome di battesimo piuttosto originale del suo protagonista, “Endeavour”, non poteva nemmeno lontanamente supporlo. Gli ingredienti però a ben vedere c’erano tutti: uno scrittore molto particolare ha creato questo personaggio. Impiegato alla prestigiosa Università di Oxford, insegnante di materie classiche, in particolare di greco, con problemi di udito (su cui ha imperniato una trama di uno dei suoi gialli ripubblicato da Sellerio “Il mondo silenzioso”[2] di Nicholas Quinn), a causa dei quali  è stato costretto a scegliere di svolgere un ruolo amministrativo nell’Università, amante dell’enigmistica, oltre alla sua smisurata erudizione, coltivava anche una passione per la musica e la letteratura. Tutte queste cose le ha in qualche modo trasferite al suo personaggio, che vedremo  non a caso abbandona gli studi ad Oxford per seguire la carriera investigativa nella polizia. Dimostrerà infatti un intuito eccezionale, un cervello di prim’ordine oltre a un carattere difficile, famoso per essere irritante, bisbetico e poco incline a farsi sedurre da chicchessia. Ma parliamo della nuova serie…

L’attore prescelto è perfetto per questa parte, si tratta di un attore anglo-irlandese, Shaun Evans, che ha un’aria davvero riservata, tanto da apparire scorbutico. Si dice di questo attore che sappia fare alla grande anche le parti da cattivo, con il suo forte accento di Liverpool e una certa scontrosità naturale. La star della serie  Endeavour, prodotta dall’inglese  ITV (la stessa di Law & Order), ha 33 anni e una carriera in ascesa. Si era già rivelato come piuttosto incisivo con un ruolo in The Take- Una storia criminale che è una miniserie televisiva di 4 puntate, tratta dall’omonimo romanzo di Martina Cole (uscito in Italia con il titolo Onore di famiglia). Ma è col personaggio di Morse da giovane che raggiunge un  profilo davvero interessante. Il giovane Shaun Evans è davvero coinvolgente in Endeavour, una serie per ora  in quattro parti, prequel di produzione anglo-americana, sceneggiato da Russell Lewis e basato sul periodo di formazione del personaggio dell’ Ispettore Morse, creato appunto da Colin Dexter. Il primo episodio ha raggiunto oltre 8 milioni di spettatori, diventando così la più popolare serie tv negli ultimi cinque anni. Qual è il segreto?

Interrogato su come si è lavorato per creare il giovane Morse, Shaun Evans ha detto che si è partiti dal presupposto che Endeavour si senta sfasato rispetto al mondo esterno, rispetto alla sua interiorità complessa e in qualche modo estranea al mondo del poliziotto comune. Infatti pur avendo  un talento strepitoso per l’attività investigativa,  si sente come imprigionato nel ruolo pratico che gli viene sempre affidato. Sui minuscoli dettagli e sulle caratteristiche delle persone relative ai crimini commessi  Endeavour continua a ragionarci nella sua testa e non presta attenzione a ciò che vorrebbero i suoi superiori per lui, cioè un’attività priva di qualsiasi intelligenza. Nella sua vita personale poi è un disastro, ha difficoltà a legarsi alle persone e la sua cultura classica lo rende quasi un ‘diverso’, da cui stare alla larga. Il pubblico ovviamente è portato a compatirlo e soffre nel vederlo così superiore e così intelligente, trattato come un servo da gente che non capisce le sue capacità e soprattutto che non è in grado di apprezzare le sue intuizioni e alla fine quasi si arrende di malavoglia alla scoperta  che lui abbia sempre ragione anche quando sembra divergere dal fulcro del delitto. L’altro elemento entusiasmante della serie è l’ambientazione anni Sessanta realizzata molto bene. È  davvero divertente vedere le ragazze e i ragazzi  dell’epoca aggirarsi per le strade in quelle tinte che ricordano anche le vecchie serie TV. Ogni puntata pur essendo affidata a registi diversi non perde questa caratteristica. E poi c’è  Oxford che è un luogo davvero particolare…

Stefania Fabri ©


[1] pubblicato nei Gialli Mondadori nel 1975.

[2] Sellerio oltre questo romanzo ha ripubblicato “Ultima corsa per Woodstock”, “Al momento della scomparsa la ragazza indossava”, “Niente vacanze per l’ispettore Morse”.

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Questa voce è stata pubblicata il novembre 24, 2013 da in letture, media con tag , , , , , , , , .
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