AVVERTENZE PER GENI

RIVISTA DI CONSIDERAZIONI CULTURALI DIRETTE A PERSONE IN GRADO DI LEGGERLE

LEGGERE A VOLONTA’: ORA CI PROVA OYSTER

Oyster

Si è detto ed argomentato molto su come nell’ambiente digitale la fruizione della musica e della scrittura tendano ad avvicinarsi.

In realtà è indubitabile che la produzione musicale sia stata investita per prima dall’uragano web: pirateria, fruizione musicale frammentata, crisi delle major, crollo delle vendite, crisi del settore. Gli editori hanno sempre guardato con terrore a quanto stava accadendo in campo musicale. E, viceversa, il mondo del web ha sempre sottolineato come proprio l’esempio delle case produttrici musicali e la loro strenua difesa del file musicale attraverso l’applicazione di “lucchetti” e dispositivi di protezione, si fosse rivelata perdente e sostanzialmente dannosa.

La prima reazione alla crisi mondiale del settore della produzione musicale è stato il modello di vendita applicato da iTunes.  Il “long playing” si è trasformato in una compilation digitale, su una piattaforma sicura, da scaricare sul proprio dispositivo, acquistare e ascoltare brano per brano. L’iTunes Store è stato uno strumento di rottura per l’industria discografica, ma è stato anche una boccata d’ossigeno per tutti: Apple, gli utenti e le major discografiche.  Dal 2011 l’iPod è il lettore multimediale più venduto al mondo, con una quota di mercato superiore all’80%, mentre iTunes Store è il “mercato” digitale più usato al mondo, con 10 miliardi di brani venduti.

Per gli editori questo modo di offrire al pubblico i contenuti in formato digitale non offriva indicazioni particolarmente utili. La lunghezza dei testi scritti (il racconto e ancor più il romanzo) non è compatibile con un processo di parcellizzazione simile a quello dei brani musicali.

L’unico effetto, indiretto e derivato più in generale dall’affermarsi nel web di un’abitudine all’uso di testi sempre più brevi e sintetici, è rappresentato dalla graduale diffusione sul mercato di formati di testi sempre più ridotti. Racconti brevi, aforismi, libretti agili (tra l’altro meno costosi), mini-collane, micro-opere, iniziano a circolare in libreria e vengono proposti nel formato eBook. Ma il cosiddetto “modello di business” rimane invariato.

Nel frattempo in campo musicale si diffonde un secondo modello di ascolto, guidato dalla piattaforma di Spotify[1], con un modello di business ancora diverso, basato sullo streaming e sull’ascolto in funzione di un canone fisso mensile. Una sorta di tariffa “flat”, ampiamente affermatasi, del resto, nelle reti di comunicazione.

Il modello di Spotify diffuso in campo musicale, o quello di Netflix[2], diffuso (non ancora in Italia) nel campo del video, prevedono un abbonamento mensile, per un uso illimitato di accessi. La sempre crescente diffusione delle connessioni ad Internet a larga banda, anche sui dispositivi mobili, permette ormai di poter usufruire di contenuti in streaming senza problemi, d’altronde YouTube e simili sono ormai una realtà consolidata sulla rete e la risoluzione dei video e dei brani musicali trasmessi in streaming è in continua crescita. Soprattutto negli Stati Uniti, servizi analoghi a Netflix sono molto competitivi dal punto di vista dei prezzi, con abbonamenti mensili inferiori ai 10 dollari. E in questo campo la frontiera è ora rappresentata dalla ricerca di una sempre maggiore qualità. Si parla di musica HD, o di “musica liquida” per indicare un obiettivo che tende al superamento degli attuali standard di compressione dei file musicali. Dovremo dare addio, tra breve, al caro MP3, come accadde al 45 giri analogico?

Come sappiamo, la diffusione dei dispositivi mobili, degli smartphone e dei tablet in particolare, come strumenti per la fruizione di contenuti digitali, ha dato un ulteriore impulso alla diffusione delle App o Applicazioni. Inizialmente destinate esclusivamente alla produttività aziendale e alla produzione di strumenti ad uso individuale (calendario, eCommerce, contatti, banche dati, ecc.). le App hanno registrato una rapida espansione in altre aree, come ad esempio giochi e widget di varia natura, strumenti per consultare riviste e quotidiani online, ascoltare la radio, fotografare e modificare le foto con particolari effetti grafici, trovare indirizzi e ottenere indicazioni stradali, ricevere informazioni turistiche, prenotare e acquistare biglietti del treno e dell’aereo o direttamente alberghi, condividere e scambiare informazioni, foto con i propri “amici” dei principali social network.

Era inevitabile che anche il mondo della lettura e del libro fosse inglobato all’interno di questo mondo. Il modello Spotify viene applicato al mercato dei libri in formato elettronico, nella nuova applicazione per iPhone – presto anche su iPad – sviluppata e distribuita dalla startup newyorchese Oyster[3]. In versione beta, l’app iOS permetterà ai suoi utenti l’accesso illimitato a oltre 100mila titoli pubblicati da numerosi editori anglofoni (con l’eccezione dei 5 grandi che hanno un accordo di ferro con Apple sul prezzo degli eBook).
Con lo Store inaugurato da Oyster, per ora solo gli utenti statunitensi avranno a disposizione un menù  “all-you-can-read”, con la possibilità leggere libri con un semplice click ad un prezzo di poco inferiore ai 10 dollari (7,60 euro circa) al mese. L’app iOS fungerà anche da servizio di raccomandazione editoriale, con i consigli dello stesso staff di Oyster combinati alle recensioni e alle preferenze degli utenti amici[4].
Ora i lettori anglofoni non saranno obbligati a scaricare e possedere digitalmente i propri ebook, sperimentando i più diversi generi letterari o la manualistica su dispositivi mobile[5]. Se, almeno per il momento, l’app di Oyster sembra offrire ancora poco rispetto al gigantesco magazzino di Amazon – che già permette agli utenti Kindle di scegliere tra 350mila titoli con il servizio di prestito Lending Library – però la nuova tipologia di business in stile Netflix potrebbe portare alla nuova rivoluzione del mercato editoriale in formato digitale.

Maurizio Caminito  ©


[4] Un articolo del blog Gigaom.com (http://gigaom.com/2013/09/05/oyster-netflix-for-ebooks/) spiega e analizza questa funzione.

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Questa voce è stata pubblicata il settembre 22, 2013 da in editoria, letture, media con tag , , , , , .
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