AVVERTENZE PER GENI

RIVISTA DI CONSIDERAZIONI CULTURALI DIRETTE A PERSONE IN GRADO DI LEGGERLE

ELSA MORANTE: L’AMATA

Elsa_cover

È davvero emozionante leggere “L’amata. Lettere di e a Elsa Morante[1], e non solo per quelli che l’hanno, appunto, amata come scrittrice e come personaggio anticonformista e genuinamente creativo, ma perché è possibile immergersi attraverso questa straordinaria raccolta epistolare (dove sono comprese anche le copie che Elsa usava fare delle sue missive o una parte di quelle reperite presso i destinatari) nel mondo personale della Morante non tanto per ricevere informazioni ulteriori sulla sua biografia (cosa da cui il curatore, Daniele Morante, giustamente mette in guardia), ma soprattutto la conferma entusiasmante della sua straordinaria personalità, del potente fascino del suo genio e “della realtà, e della vista pura, e del CAPIRE/ e delle dimensioni multiple”[2]. Il titolo è molto appropriato per il tipo di rapporti personali, coinvolgenti e resistenti nel tempo, malgrado il temperamento tutt’altro che accondiscendente della scrittrice,  con amici, amiche, critici e intellettuali del suo tempo fino ai suoi  amanti, a cui Elsa Morante dedicava la sua attenzione epistolare.

Queste 571 lettere sono suddivise in 4 ideali contenitori cronologici, segnati da precise tappe nella vita di Elsa. Il primo che va dal 1930 al 1940 con le lettere a Guelfo Civinini e a Luisa Fantini di una Morante che scriveva per i ragazzi fino alla corrispondenza con R.T.M. il giovane inglese con cui Elsa ebbe un’intensa relazione; il secondo gruppo va dal 1941, anno del matrimonio con Moravia fino al ’57 con l’uscita del libro “L’isola di Arturo”; il terzo va dal 1958 al 1974, cioè dalla pubblicazione della raccolta di poesie “Alibi” e l’incontro negli Stati Uniti con il pittore Bill Morrow, fino al 1974, che segna l’uscita de “La Storia”; il quarto gruppo va dal 1975 al 1985, anno della sua morte (nel 1982 era uscito “Aracoeli”, il suo ultimo romanzo).

Nel primo gruppo c’è una lettera che dice molto del mondo interiore della Morante; è diretta a Luisa Fantini[3],  ed è la numero 23 probabilmente dell’ottobre del 1934. Elsa racconta a Luisa:  “Ti confesso che sono molte notti che non posso dormire. Rimango straordinariamente sveglia, con i sensi  la mente e tutto. Intorno a me ci sono Scriccioli e Rosettine e Toretti e favole e tante cose belle, e tante dentro di me. Anche molta luce e molto buio. Non tanta malinconia quanto credi. Anzi sento una sicurezza e una freddezza che mi vengono da non so che. La mancanza assoluta di speranze e di risorse, la disperazione insomma, mi hanno sempre dato forza. Mai come in questi momenti io sento la immensità e la bellezza della vita.”[4]

Già da qui si intuisce come la fantasia di Elsa sia ricca non solo di un immaginario bizzarro e originale come si esprime ne “Le straordinarie avventure di Caterina”[5], ma anche di una forza che le deriva dal suo genio, che le consente il ‘controllo’ e una  profondità di visione sul mondo, ma anche le provoca cadute in quel ‘buio’ in cui si nasconde la sua instabilità affettiva.

Sempre al primo gruppo appartengono le lettere di R.T.M. Nella lettera del giugno del 1940, Riccardo, il suo amante inglese, dice nel suo italiano un po’ approssimativo: “Tu sei come la solita bambina che sempre eri stata, anche quando dicevi le tue grandi ragioni e ti davi arie di donna.” [6], cogliendo un lato profondo della Morante, la sua ‘diversità favolosa’ come quella dell’Useppe de “La Storia”, i valori alternativi dell’utopia morantiana intrecciati con i personaggi infantili e adolescenti, che sono intimamente legati alla sua personalità creativa. La relazione contrastata con il giovane inglese inizia nel 1934 ma durerà nel tempo grazie soprattutto a lui che tornerà a cercarla, anche dopo il matrimonio, non troppo felice, con Moravia fino al 1948. A lui Elsa dedicherà il suo “Menzogna e sortilegio”[7], e lo definirà ‘ Maestro dell’ineffabile’. Nel 1943 Elsa scrive tre poesie dedicate a R.T.M. , di cui la terza intitolata “Addio a R” si esprime così: “Anima mia,/ ci si può separare dalla propria anima!/ Sì, anche questo si può. Ma il mondo/ è una regione di squallore / a chi senz’anima la abita. / Morti senza esser morti,/ senza la pace dei morti/ erranti senz’anima!”[8].

Nel secondo gruppo (1941-1957) per prima cosa colpiscono le reazioni alla pubblicazione di “Menzogna e sortilegio” da parte di vari lettori, tra critici e scrittori e in secondo luogo la differenza tra le lettere di Elsa a Moravia e quelle di Moravia a Elsa.

Raffaele La Capria scrive a Elsa: “È un libro pieno di forza e di immaginazione. Sembra impossibile (non ti adirare!) che sia scritto da una donna. Il tuo libro a volta mi fa paura…amori disumani e cattiverie spaventevoli. Il soggetto (ora dico cose avventate!) sembra pensato da Dostojewskij e scritto con lo stile di Tolstoj. Tutto è preciso, anzi rigoroso […] Chi l’avrebbe pensato a Capri che la tua testolina covava un simile mostro (anche per la grandezza!)”[9].

Paolo Monelli, giornalista, compagno di Palma Bucarelli, dice: “A me, per dirgliela subito in fretta, mi ha colpito quel tono fra il minuzioso e lo svagato del raccontare, come di una persona che ricorda ad alta voce e non gli importa nulla se qualcuno l’ascolti o no, o se ne vada via a metà racconto; mi è piaciuta quell’atmosfera remotissima (aiutata da certe parole, da certi giri di frase, da certi interrompimenti della narrazione) in cui i fatti e i personaggi, pur di oggi e pur rilevati e nettissimamente disegnati, stanno come sognati; mi è piaciuta moltissimo l’abilità con cui porta ogni tanto alla ribalta i suoi personaggi e quando hanno finito la loro parte gli fa fare una bella riverenza e tirarsi in disparte per far luogo al seguente.”[10]

Che dire? Hanno colto entrambi nel segno! Ovviamente La Capria esprime quello stupore nei confronti di Elsa che sarà condiviso da molti: una donna che è un vero scrittore e non una semplice  ‘scrittrice’! Per questo forse ‘fa paura’ quello che scrive Elsa Morante e torna alla memoria come si rivelò fastidiosa per molti la definizione di Lukacs “il più grande romanzo italiano moderno” di questo libro. Monelli invece coglie da lettore attento e non facile da soddisfare caratteristiche profonde del romanzo.

Ma dal ‘politico’ passiamo al ‘personale’: Moravia che persegue spesso una sua vita alternativa a Elsa, le scrive lettere molto descrittive dove racconta che cosa fa del tipo “Cara Elsa, sono arrivato regolarmente con il pullman. Faceva molto caldo e appena giunti a Roma ha cominciato a piovere e piove tuttora”[11], mentre Elsa scrive una lettera ‘troppo sincera’: “Devo dirti tutte queste cose che mi tormentano terribilmente stanotte e mi fanno passeggiare, rompere le cose, ecc. Io sono un groviglio di cose, di pensieri che mi fanno passare un’ora [non leggibile] orribile. Forse non imposterò questa lettera che è troppo vera  e tu sei così soggetto alle impressioni. Sei come un’acqua che continuamente si muove e si intorbida al primo oggetto che la tocchi e io ho una tale paura di te e delle tue nuove impressioni che non ho mai pace.[…] Che cosa trovi in mezzo a tutta quella gente? Che cosa importante? Che specie di bene? Perché continui disperatamente a essere come un cavallo o come un’acqua?”[12]

Nel terzo gruppo (1958-1974) ritroviamo il carteggio Morante-Moravia dove l’incompatibilità tra i due diventa sempre più evidente. Nel 1959 Elsa conosce negli Stati Uniti  l’artista Bill Morrow, a cui si lega fino al 1962, anno in cui Morrow precipita da un grattacielo a New York.  Nello stesso anno Moravia abbandona la residenza coniugale di Via dell’Oca, anche se non ci fu mai un vero e proprio divorzio.

Elsa scrive nel 1964: “Così ti scrivo solo per dirti che mi ricordo (due righe cassate) di te ogni momento. E altro non posso dirti perché la semplice azione di tenere la penna e muoverla sul foglio mi procura una pena fisica. Le lettere (intendendo questa parola in tutti i sensi) per me sono peggio che una impossibilità – sono…l’impossibilità. Notizie di me non saprei dartene. Non so se sto bene o sto male. Non so nemmeno se «sto». Ti abbraccio.”[13]

Un’ultima lettera degli anni ’70 svela il pensiero nascosto di Moravia su Elsa e sembra di assistere  a una “Danza macabra”[14] stile Strindberg: “Cara Elsa, non capisci niente perché gli altri non esistono per te, esistono soltanto i tuoi sentimenti per gli altri, molto mutevoli e spesso poco lusinghieri. Se tu sapessi la verità (ma non la saprai mai ) scopriresti che tutto è assolutamente casuale e privo di quei significati che tu attribuisci alle cose. […] E sentirmi attribuire dei sentimenti invece di quella mancanza assoluta di sentimenti in cui si trova il mio animo, mi fa arrabbiare. Mi pare quasi una calunnia. Quanto a te è molto semplice. Tu sei a te stessa il mondo intero, ivi compresa la mia modesta persona. In questo mondo c’è una certa ingiustizia mischiata a varie adorazioni. Sperare di introdurre in un mondo siffatto un’ombra di verità è fatica inutile. Si può sperare soltanto che i tuoi sogni coincidano casualmente con la realtà”.[15] Forse quella ‘mancanza assoluta di sentimenti’, quella ‘concretezza’ di Moravia fu proprio il grande cruccio di Elsa, che a tutto partecipava come fosse “il cuore dei cuori”[16].

Nel quarto gruppo (1975-1985) tra la moltitudine di rapporti e scambi con gli intellettuali del suo tempo, c’è una lettera del 1977 di Cesare Garboli che insieme a Carlo Cecchi (entrambi molto amici della Morante), ha curato la sua opera completa nei Meridiani Mondadori.

“Io credo che la vita ti abbia dato molto; e nello stesso tempo ti abbia offeso in un modo misterioso a te stessa. Per stare veramente in pace con te, bisogna sbranarti e lasciarsi sbranare, fare la guerra e poi riposarsi esausti senza più forze, essendo tu una donna non di serenità e di riposi, ma di tregue e di riconciliazioni. È la cosa che ancora desideri, in fondo a te: una grande riconciliazione, dopo una grande guerra. Il mondo ti può offrire ben poco con le sue miserabili gazzarre; ed è per questo che ti si perdona ogni cosa, in alto loco.”[17] E in effetti dramma e leggerezza si è sempre alternato nella Morante anche nella sua opera e costituisce il suo tratto più coinvolgente e misterioso.

Stefania Fabri ©


[1] A cura di Daniele Morante con la collaborazione di Giuliana Zagra, “L’amata. Lettere di e a Elsa Morante”, Torino, Einaudi, 2012.

[2] Elsa Morante “Il mondo salvato dai ragazzini”, Parte prima ‘Addio’, Torino, Einaudi, 1968, p. 17.

[3] Pittrice e illustratrice (Viareggio 1907-Lucca 1984) si dedicò soprattutto all’illustrazione realizzando testi e disegni per diversi periodici in particolare per l’infanzia.  Cfr Paola Pallottino “Storia dell’illustrazione italiana”, Bologna, Zanichelli, 1988, p. 250. In quel periodo Elsa viveva con gravi difficoltà economiche  in camere ammobiliate e collaborava con il “Corriere dei Piccoli”.

[4] in op. cit. p. 35.

[5] Pubblicato nel 1959 da Einaudi.

[6] 1in op. cit. p. 80.

[7] pubblicato da Einaudi nel 1948.

[8] in op. cit. p. 93.

[9] in op. cit. p.132.

[10] in op. cit. p.133-134.

[11] in op. cit. p. 141.

[12] abbozzo di lettera del  1938, in op. cit. p. 138.

[13]  p. 358 in op. cit.

[14]  August Strindberg, Danza macabra (conosciuto anche come “Danza di Morte”) , dramma in due atti, del 1900, ora ripubblicato in ebook da Rizzoli, narra di un conflitto terribile in una coppia.

[15] p. 363-364 in op. cit.

[16] Da “Il mondo salvato dai ragazzini”, “Serata a Colono”, Einaudi, p.66.

[17] p. 543-544 in op. cit.

Informazioni su forumdellibro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il settembre 17, 2013 da in letture con tag , , , , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: